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  1. Con questa guida potrete installare la famosa custom recovery TWRP ed ottenere i permessi di root sul Samsung S9/S9+. Attualmente la TWRP è supportata per i seguenti modelli: Galaxy S9 Modello no. SM-G960F/FD/N – disponibile Modello no. SM-G960U/U1/W/0/2/8/SC – non disponibile Galaxy S9 Plus Modello no. SM-G965F/FD/N – disponibile Modello no. SM-G965U/U1/W/0/2/8/SC – non disponibile IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding. Lo staff di GizChina.it non si riterrà responsabile per eventuali danni al dispositivo. Vantaggi di avere una custom recovery e ottenere i permessi di root Con i permessi di root è possibile eliminare facilmente il bloatware incorporato dai produttori negli smartphone e quindi liberare spazio sul device; Potremo effettuare backup usando app come Titanium Backup o direttamente da TWRP (nandroid). Sarà possibile modificare alcune impostazioni di sistema come i file build.prop; La TWRP ci consente un facile rooting e unrooting del device. Il flash di SuperSu da recovery custom è infatti uno dei metodi più sicuri per ottenere i permessi di root. La TWRP permette l'installazione di custom rom; In alcuni casi sarà possibile velocizzare il tablet overcloccando il processore o la gpu; Installando Xposed potremo personalizzare ancora di più lo smartphone. IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding. Lo staff di GizChina.it non si riterrà responsabile per eventuali danni al dispositivo. Prerequisiti Recovery S9; Recovery S9+; Download ODIN Download OEM Unlock Fix; Donwload DM verity disabler; Download Magisk. Prima di iniziare Come prima cosa dovete abilitare le "opzioni sviluppatore": Andate in impostazioni⇒ About phone ⇒ Tappate su “build number” 7 volte per abilitare le "opzioni sviluppatore" Andate in impostazioni⇒ opzioni sviluppatore ⇒ selezionate USB debugging Andate in impostazioni⇒ opzioni sviluppatore ⇒ selezionate abilita sblocco OEM Procedura Avviate il vostro S9 in download mode; Spegnete il vostro Galaxy S9. Attendere 6-7 secondi dopo lo spegnimento dello schermo.Tenete premuti i tre pulsanti Power + Bixby + Volume giù insieme finché non vedi la schermata di Avvertenza.Premete Volume su per continuare la modalità di download. Estraete ed eseguite ODIN; Collegate lo smartphone ed aspettate che venga fuori la voce "added", se non viene rilevato dovete controllare i driver; Caricate la twrp cliccando su tasto AP; Fate attenzione che nelle opzioni Re-partition e Auto Reboot non siano selezionati; Cliccate su start per flashare la Recovery. Se per qualche motivo dovesse fallire dovere rifare tutto come sopra; Ora riavviamo in recovery per accedere alla Twrp appena installata; IMPORTANTE: al primo avvio verrà chiesto di permettere le modifiche (allow modifications), sezionate keep in read only; Dal menu wipe selezionate data e fate swipe verso destra; Dal menu reboot selezionate recovery e selezionate "do not install"; Dal menu install selezionate e flashate nell'ordine OEM Unlock fix e poi DM Verity disable; A questo punto avrete installato le Custom Recovery TWRP sul vostro S9/S9+. Screenshot Come ottenere i permessi di ROOT Scaricate e copiate il file di Magisk nel telefono; Spegnete il tablet e avviatelo in recovery tenendo premuto power + tasto giù; Se chiesto date il permesso di fare modifiche (Allow modifications); Dal menù install selezionate lo zip copiato e fate swipe per confermare. Al riavvio avrete i permessi di root sul vostro telefono. Fonte theadroidsoul
  2. Questa serie di guide si concentra in particolare sull'Assistente di Google Home, ma molte delle funzioni e delle opzioni citate funzionano altrettanto bene sull'Assistente sul tuo dispositivo Android / iPhone. Pertanto puoi considerare questo come un doppio tutorial per Assistente Google in generale. L'Assistente Google si può certamente dimostrare utile in innumerevoli scenari, ma lo sforzo richiesto per ampliare la platea di azioni possibili è indubbiamente molto gravoso (sopratutto quando si parla di domotica e di Google Home). Per questo il colosso di Mountain View ha deciso di permettere lo sviluppo di vere e proprie app per il suo assistente, e in questa guida vi spiegheremo come utilizzarle al meglio. Google, come dicevamo, ha aperto l'Assistente agli sviluppatori di terze parti nel dicembre del 2016. Il programma per lo sviluppo delle app si chiama "Actions on Google", dal lato utente è stato a lungo noto come "Servizi" ma ora è chiamato "app per l'Assistente Google" o più in breve "App Assistant ". Quest'ultima sembra essere ad oggi la nomenclatura più gettonata, probabilmente perché più breve e orecchiabile. Potete dare un'occhiata alle app Assistant disponibili in italiano in questa pagina. App per Google Home e Assistente: tutto quel che c'è da sapere | Guida A differenza degli altri comandi di Google Assistant, per effettuare un'azione tramite app è necessario avviarla. Per richiamarle è si può utilizzare la formula "parla con X" o "chiedi a X". Per effettuare l'azione Y collegata all'app X, ad esempio, non è quindi sufficiente dire semplicemente "Ok Google, Y" ma sarà necessario dire "Ehi Google, chiedi a X di fare Y". In alternativa, è possibile iniziare dicendo "Ehi Google, parla con X", quindi dare il comando Y. Le app assistant rispondono inoltre con una voce diversa da quella normalmente utilizzata da Google Home o Assistente. All'inizio è sconcertante, ma Home risponderà con "Va bene, ecco X" e verrà utilizzata un'altra voce che dirà cosa può fare questa particolare app e continuerà a rispondere fino al termine della sessione. Se state usando l'assistente sul vostro telefono, noterete anche che durante l'utilizzo delle app la barra in alto diventa nera. App Assistant: limiti e account Gli sviluppatori possono specificare su quale versione di Assistente funzionerà ciascuna delle loro app. Sembra strano, ma alcune app funzioneranno su Google Home ma non sull'assistente del telefono o viceversa. Per non parlare di Auto, Wear, tablet, Chromebook e tutte le altre varianti di Assistant. È un triste stato di fatto che non assicura un'esperienza sempre coerente, ma alcune limitazioni potrebbero essere correlate alla sicurezza (effetti visivi distraenti su Auto), alcune potrebbero essere dettate dalla privacy (inviare messaggi su Home), e altre infine potrebbero derivare da questioni di schermi e interfacce. Per chiarire, le app funzionano su tutti i device per impostazione predefinita ma gli sviluppatori possono specificare se richiedono un output audio o su schermo (e potrebbero quindi limitare il funzionamento ad alcuni dispositivi). Google ha anche una procedura di revisione per garantire la sicurezza e la privacy, come nel caso di Android Auto in cui sono consentite le app solo audio. Per funzionare alcune app richiedono infine di collegare un account. È possibile ad esempio parlare da subito con Giallo Zafferano, ma sarà necessario collegare il vostro account prima di poter usare il Corriere della sera. Il modo più semplice per sapere se un servizio richiede che l'account sia collegato o meno è chiedere a Google Home o Assistente di parlarci. Se ha bisogno dei vostri dettagli apparirà una notifica sul vostro telefono per effettuare l'accesso. App Assistant e corrispondenza vocale su Google Home Se collegate un'app alla vostra Google Home, solo voi potrete parlare utilizzando il vostro account. Chiunque nella casa può provare ad utilizzare un comando vocale per parlare con quell'app, ma gli verrà solo chiesto di collegare il proprio account. In questo modo altri utenti non possono aggiungere o gestire attività sui vostri account. L'app Assistente risponderà quindi solo alla vostra voce e, se non vi riconosce, non eseguirà il comando. Se volete che altri membri della famiglia possano usare il vostro account, dovrete collegarlo dal loro dispositivo attraverso la loro app Google Home. Dove trovare le App Assistant Esistono diversi modi per esplorare il mondo delle app Assistant: La directory completa è sul Web all'indirizzo: https://assistant.google.com/explore?hl=it_it Sul telefono, attivate l'Assistente e toccate l'icona blu simile a quella di una busta in alto a destra nella sovrapposizione bianca. Si aprirà la sezione Esplora in cui è possibile sfogliare e cercare tutte le app proprio come nella directory web. Indipendentemente da come ci si arriva, ogni app Assistant ha una pagina dedicata che mostra i diversi comandi vocali supportati e su quali dispositivi è disponibile. Fonte AndroidPolice
  3. In questo nuovo tutorial andremo a vedere come ottenere i permessi di ROOT e la recovery TWRP sullo Xiaomi Mi Max. Il terminale dovrà avere il bootloader sbloccato e questo porterà ad un problema con la criptazione del terminale. Per risolvere tale problema bisognerà eseguire un "wipe" della partizione "data" con relativa perdita dei dati personali. Consigliamo di effettuare un backup dei propri dati prima di iniziare la procedura. GizChina.it non si ritiene responsabile per eventuali danni al dispositivo. PREREQUISITI Bootloader sbloccato (per sbloccare il bootloader potete seguire la nostra guida); driver ADB e Fastboot scaricabili da qui; file immagine della recovery TWRP reperibile qui. SuperSu scaricabile da qui. PROCEDIMENTO Attivate il "Debug USB" e riavviatelo in "fastboot mode": da telefono spento tenete premuti contemporaneamente "VOL-" e il "tasto di accensione" fino all'apparizione del logo fastboot; connettete il device al computer tramite cavetto USB; aprite il prompt dei comandi ed andate nella directory di installazione di "fastboot"; scrivete questo comando per verificare che il device sia riconosciuto via "fastboot": fastboot devices posizionate il file "twrp-3.0.2.2-hydrogen.img" nella stessa cartella di fastboot; digitate nel prompt dei comandi questo codice: fastboot flash recovery twrp-3.0.2.2-hydrogen.img​ se avete eseguito tutto correttamente avverrà il flashing della recovery che richiederà pochi secondi; riavviate il dispositivo in recovery e tappate la voce "Wipe"; selezionate "Format Data" e digitate "Yes"; al termine della procedura tornate al menu principale e tappate su "Reboot"; selezionate "Recovery" per eseguire un riavvio della recovery; entrate nel menu "Install" e se non appare in alto "Internal Storage" dovrete andare nel menu "Mount" e selezionare "Data"; collegate il telefono al computer via il cavetto USB e copiate il file "SuperSU" nella memoria del telefono; selezionate "Install" e riavviate per avere il telefono con i permessi di root attivi. Fonte: FORUM MIUI
  4. Questa guida serve per modificare i DPI del vostro dispositivo e migliorare la leggibilità di alcuni programmi, vediamo come fare! IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding. Lo staff di GizChina.it non si riterrà responsabile per eventuali danni al dispositivo. Cosa serve PC e cavo USB; Driver ADB e Fastboot installati sul PC. Prima di iniziare Come prima cosa dovete abilitare le "opzioni sviluppatore": Andate in impostazioni⇒ About phone ⇒ Tappate su “build number” 7 volte per abilitare le "opzioni sviluppatore"; Andate in impostazioni⇒ opzioni sviluppatore ⇒ selezionate USB debugging. Installazione Spegnete il WIFI, attivate la connessione dati e assicuratevi che il telefono sia collegato ad un accout MI; Installate TunnelBear VPN ed impostate la connessione su un server in Cina o a Hong kong; Andate su impostazioni⇒ opzioni sviluppatore; tap su USB Debugging (Security settings) e assicuratevi che le tre spunte siano selezionate; Aprire un prompt dei comandi e lanciare il seguente comando da ADB; adb shell wm density 380 exit In questo esempio si sono impostati i DPI a 380 ma potete impostarli anche a più piccoli; Per reimpostare i DPI alle impostazioni Stock lanciate questo comando; adb shell wm density reset exit La mod è permanente e non sparirà al primo riavvio del telefono. Fonte XDA
  5. Con il lancio sul mercato di NES Classic Mini Nintendo ha regalato agli appassionati un tuffo nel passato. La piccola ed economica console è infatti esteticamente un clone in miniatura del NES, ed offre 30 dei più famosi giochi sviluppati per il sistema originale del 1983. Sotto la scocca, d'altra parte, l'ultimo nato in casa Nintendo monta un hardware aggiornato con i tempi, basato su architettura ARM e in grado di contenere ben più di 30 ROM. Il sistema è quindi decisamente castrato dalla scelta di integrare una libreria statica di giochi, ma in questa guida vi mostreremo come sia possibile aggiungere o rimuovere nuove ROM con un po' di modding! Attenzione: questo post nasce a puro titolo informativo e non intende in alcun modo incoraggiare l'installazione non autorizzata di ROM o software coperti da copyright. Nel corso della procedura vi mostreremo come installare due giochi rilasciati dagli autori con licenza freeware. L'hardware di NES Classic Mini in teoria può contenere centinaia di giochi, ma per limiti software il numero massimo di ROM sembra essere fissato tra 88 e 90. Prerequisiti NES Mini Classic; PC Windows (7 o superiore); cavo USB; Zadig; Hakchi by Madmonkey1907; nesromtool. Procedura IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding. Gli staff di GizChina.it e GizBlog.it non si riterranno responsabili per eventuali danni al dispositivo. Preparare le ROM Installare i driver FEL Installare le ROM Eliminare ROM e altre opzioni Fonte
  6. Oggi vi mostrerò come esportare i vostri dati gpx, (dati e coordinate gps) dalla vostra app mifit. IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding. Lo staff di GizChina.it non si riterrà responsabile per eventuali danni al dispositivo. Occorrente scaricare l'app mi fit exporter ; un dispositivo Android con i permessi di root. Procedura Installare mifit_exporter.apk sul telefono; aprire l'app e dare i permessi di root e gli eventuali permessi richiesti; aprire Mi Fit; selezionare attività; selezionare un'attività svolta; senza chiudere Mi Fit, aprire Mi Fit Exporter; vi ritroverete il percorso selezionato precedentemente, selezionatelo; tap su "export to gpx"; ora con un qualsiasi file explorer andate nell'indice del vostro dispositivo e troverete una cartella chiamata Amazfit_exporter con all'interno il vostro file .gpx da importare, usare, condividere, etc... Allego un breve video della procedura https://www.youtube.com/watch?v=vtSzJUNZYaY
  7. Spesso nel campo del modding si usa Mi Flash per installare da zero le ROM MIUI su device "brickati" e in modalità edl, ma in realtà questo tool ci può aiutare nel flash anche di device funzionanti a patto che questi abbiano un bootloader sbloccato. Ecco come fare: Prerequisiti ROM fastboot version per il proprio smartphone scaricabile da qui; device Xiaomi con bootloader sbloccato o in modalità EDL; disabilitare la firma driver (opzionale); MIFlash. Procedura IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding. Lo staff di GizChina.it non si riterrà responsabile per eventuali danni al dispositivo. Scarichiamo il pacchetto fastboot della rom che ci interessa (è di solito in formato .tgz) e scompattiamo sul computer per ottenere una cartella contenente al suo interno i files necessari; scarichiamo ed installiamo il tool MiFlash; eseguiamo il tool MiFlash con i permessi di amministratore; facciamo click sul pulsante "select" ed inseriamo il percorso completo della rom precedentemente scompattata; selezioniamo "clear all" in basso a destra per eseguire una formattazione del dispositivo, o "save user data" se vogliamo mantenere i dati (sconsigliato); abilitiamo il debug USB dalle impostazioni sviluppatore dello smartphone (solo con bootloader bloccato); spegniamo il telefono; da telefono spento teniamo premuto "VOL-" ed il tasto di accensione per entrare in modalità fastboot o utilizziamo una procedura per forzare l'EDL; premiamo il pulsate "refresh" sul tool MiFlash; una volta che tutto è pronto, ed il telefono è correttamente riconosciuto, premiamo il pulsante "flash" ed attendiamo la fine della procedura; IMPORTANTE: non toccare assolutamente nulla sia sul telefono che sul pc; al termine della procedura sconnettiamo lo smartphone dal computer ed avviamolo tramite il tasto di accensione.
  8. Molto spesso, soprattutto sui terminali cinesi, per ottenere i permessi di root si ha l'obbligo di ricorrere al tool Kingroot. Il tool in questione con un semplice tap riesce a far ottenere i permessi di root ad un numero considerevole di terminali. Il punto è che il tool "inietta" molti file nella cartella "system" del dispositivo di dubbia provenienza. Attualmente non è stato riscontrato nessun problema o testimonianza riguardo la "pericolosità" di tali files. In ogni caso per i piu scettici ecco a voi la proceda per cambiare Kingroot con i più sicuro SuperSU ed eliminarne ogni traccia dal telefono. IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo ad utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding per Android. Lo staff di GizChina.it non si riterrà responsabile per eventuali danni al device. PREREQUISITI SuperSU Replacer; Emulatore Terminale. PROCEDIMENTO Installate dal Playstore l'emulatore terminale; scompattate il pacchetto SuperSU Replacer e copiate la cartella "mrw" sulla memoria del telefono facendo attenzione che contenga 4 files al suo interno; aprite l'emulatore terminale e digitate: su concedete l'accesso al root; digitate: sh /sdcard/mrw/root.sh confermate il comando ed attendete il termine della procedura; potrebbe comparire un messaggio di errore al termine della procedura; chiudetelo ed aprite SuperSU manualmente; aggiornate i binari SuperSU con la procedura normale e riavviate per terminare la procedura. Fonte: W0LFDROID
  9. In questa guida vi spiegheremo come utilizzare lo strumento SP Flash per estrarre / backup / scaricare il firmware di un dispositivo Android Mediatek. Questo approccio non richiede root e viene spesso utilizzato in combinazione con lo strumento Wwr IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding. Lo staff di GizChina.it non si riterrà responsabile per eventuali danni al dispositivo. Requisiti Un telefono con processore Mediatek; Un PC; Mediatek USB VCOM drivers installati sul PC; Sp Flash Tool installato sul PC; Mtk Droid Tool. Come creare un backup della ROM con Sp Flash tool Eseguite MTK Droid Tools e cliccate su Mappa Blocchi; Nel Block info concentratevi sulle colonne Scatter e Size; Cliccate su "crea scatter file" e salvate il file sul vostro PC; Eseguite SP Flash Tool e aprite il file scatter creato precedentemente (scatter loading); Andate nel tab "Read back" e cliccate sul tasto "ADD"; Verrà creato un nuovo elemento, assicuratevi che sia selezionato e fateci doppio click sopra e salvatelo come boot.img; Nella finestra di dialogo, selezionare Esadecimale. Per ottenere l'indirizzo di partenza, torna al secondo passaggio sopra e inserisci il valore sotto la colonna Scatter per il file / partizione con cui estrarre. Dal momento che stiamo copiando Boot.img, il valore sotto scatter per Bootimg è 0002780000 che sarà 0x2980000. Per ottenere la lunghezza, controlla sotto la colonna Dimensione per il file / la partizione che desideri estrarre. per Bootimg come mostrato sopra, la dimensione è 0000600000 che sarà 0x600000 quindi fare clic su OK. Il trucco è sostituire tutti gli 0 prima della prima cifra diversa da zero con 0x; Cliccate su Read Back; Collegare il telefono al PC mentre è spento e attendere che l'operazione "Read back" sia completata; Al termine verrà mostrato un cerchio verde. Vediamo ora come creare un backup completo della ROM Da SP Flash Tool rifate la procedure precedente e aggiungete un nuovo elemento nel tab "Read Back"; De selezionate quello creato in precedenza e lasciate selezionato quello nuovo; Fate doppio click sopra il nuovo elemento e salvatelo con il nome di ROM_1; Nella casella, lascia Hex barrato. Per l'indirizzo iniziale, lasciatelo così com'è (0x000 .....). Per Lunghezza, inserisci il valore sotto la colonna Scatter (vedi il passaggio sopra) per FAT o Usrdata (in questo modo si farà un copia di tutte le partizioni fino a Fat o userdata). ad es. FAT è 0097140000 (che è 0x97140000); Cliccate su Read Back; Collegare il telefono al PC mentre è spento e attendere che l'operazione "Read back" sia completata; Al termine verrà mostrato un cerchio verde; Tornate a MTK Droid Tools e cliccate sul tasto "Elabora i file ROM da Flash Tool"; Selezionate il file "ROM_1" e aspettate che termini il processo di caricamento; Quando viene richiesto di eseguire CWM Recovery automaticamente, fare clic su Sì o No. Se si fa clic su Sì, sarà necessario selezionare Recovery.img dalla finestra che si aprirà; Al termine aprite la cartella in cui avete salvato il file ROM_1, dovreste vedere la cartella di backup del telefono. IMPORTANTE NON interrompere la procedura di rilettura, altrimenti il telefono non si accenderà per diverse ore; È importante utilizzare solo un file scatter per il modello del telefono (e preferibilmente variante) per evitare di incorrere in errori a causa di un file incompatibile o di indirizzi di partizione errati ; Quando si esegue il dumping del preloader, prendere nota dell'indirizzo della regione e sapere che il preloader raw scaricato tramite l'approccio deve ancora essere elaborato per poter essere analizzato; Gli strumenti MTK Droid non funzionano con i nuovi chip Mediatek e le versioni Android, quindi è possibile scaricare una partizione alla volta o utilizzare lo strumento Wwr_MTK; Fonte Hovatek
  10. Capita spesso, navigando tra i siti o i forum cinesi, di trovare ROM e mod che siano disponibili per il download solo dal cloud di Baidu. Purtroppo non è sempre facile per noi occidentali riuscire ad accedere a questo servizio che, per i file di dimensione più grossa, richiede obbligatoriamente la registrazione di un account e l'utilizzo del downloader proprietario.Il tutto, naturalmente, esclusivamente in lingua cinese. In questa guida vi mostreremo dunque come ottenere l'account Baidu, installare il client in lingua inglese e, in caso di download eccessivamente lento, configurare un proxy. Ringraziamo @Emanuell1988 per la traduzione della versione 6.4.2 Prerequisiti PC Windows; telefono con SIM abilitata a ricevere gli SMS; Baidu Netdisk 6.2.4; file di conversione. Procedura Creare un account Baidu Installare Baidu NetDisk in inglese Configurare il proxy
  11. In questo nuovo tutorial andremo a vedere come calibrare correttamente il sensore di prossimità dei dispositivi Xiaomi. PREREQUISITO Dispositivo Xiaomi con ROM MIUI. PROCEDIMENTO Aprite il "dialer" e componete questo numero: *#*#6484#*#* ; comparirà un menu nascosto utilizzato generalmente per verificare l'integrità dei componenti dello smartphone; cercate la voce "Proximity Sensor"; nella nuova schermata vedrete al centro un numero. Coprite il sensore con la mano. Se tale numero cambia allora il sensore è calibrato ma se ciò non dovesse accadere premete su "calibrate"; se comparirà la scritta "Calibration passed" rifate il test descritto precedentemente per verificare che i valori cambino; in caso restituisse errore probabilmente il sensore andrà sostituito; terminata la calibrazione uscite dal menu. Fonte: MIUI FORUM
  12. A volte, quando si acquista un telefono Xiaomi da alcuni store online, questo può arrivare con una Rom MIUI modificata dallo store in questione del tutto simile a quella ufficiale contenente però software indesiderati (se non maligni) ed una traduzione non proprio in linea con quella ufficiale. Un ulteriore problema è che gli aggiornamenti ufficiali non verranno rilevati e quindi nemmeno installati. In nostro aiuto viene un tool che promette di ripristinare la ROM originale in automatico in pochi semplici passaggi. Queste rom non ufficiali vengono definite nel gergo del modding "fake" o "farlocche" e per riconoscerle bisogna verificare solo la versione della rom da impostazioni e controllare che il numero non finisca con 0.0 o 9.9, in questo caso la rom molto probabilmente sarà farlocca e bisognerà andarla a sostituire. Esistono diversi metodi per farlo , quello che vi proponiamo è il più semplice in assoluto. IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding. Lo staff di GizChina.it non si riterrà responsabile per eventuali danni al dispositivo. Prerequisiti Telefono Xiaomi; Connessione Internet; Un pc. Procedura Scaricate ed installate sul vostro pc il programma Xiaomi Tool; Avviate il telefono in recovery (accensione + tasto volume su); Navigare nel menu di recovery con il bilancere del volume e selezionare premendo il tasto avvio "Connetti con Mi Assistant"; Collegate il telefono al pc; E lanciate il programma con il file "FastFlash"; Verranno installati i driver e vi verrà proposto un menu a scelta ; Impostate solo il primo campo con "Global Stable" e gli altri con "Nessuna Rom"; Cliccate su Seleziona; Al termine avrete il terminale con la nuova rom selezionata. Fonte Xiaomi Today
  13. Il blocco del bootloader dei dispositivi Xiaomi può sicuramente impensierire la comunità dei modders, ma in realtà la procedura di unlock proposta da Xiaomi non è poi così ostica. Nel tutorial che vi proponiamo oggi, compatibile con Redmi Note 3, Mi 4c, Mi Note Pro e Redmi 3, vi guideremo proprio allo sblocco del bootloader. IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding. Lo staff di GizChina.it non si riterrà responsabile per eventuali danni al dispositivo. Ecco la procedura da seguire: Richiedete l'autorizzazione per lo sblocco del bootloader tramite il sito ufficiale http://en.miui.com/unlock/. I tempi di risposta tipici sono di 10-12 giorni; La procedura funziona solo con la MIUI developer ufficiale (versione cinese, release 6.1.12 o successive): se il vostro dispositivo monta già questa ROM passate direttamente al punto 3. In caso contrario dovrete scaricare il file zip, da installare via recovery, della ROM developer per il vostro dispositivo. Se siete in possesso di Xiaomi Redmi Note 3 Pro (con processore Qualcomm) potete utilizzare la MIUI ROM stabile (clicca qui per scaricare); trasferite il firmware appena scaricato sulla memoria interna dello smartphone, e installatelo seguendo questo percorso: Updater (app) -> premere su i tre punti nell'angolo in alto a destra -> selezionare "Scegli pacchetto di aggiornamento" -> scegliere il file zip che abbiamo appena trasferito nella memoria interna dello smartphone. Attenzione: l'aggiornamento cancellerà tutti i dati, consigliamo di effettuare il backup in anticipo; installate sul vostro PC il tool MiFlashUnlock disponibile a questo indirizzo; accedete, dal dispositivo, all'account Mi che ha acquisito il permesso di sblocco; spegnete il dispositivo; a dispositivo spento premete contemporaneamente il pulsante di accensione e il tasto "Volume -" per avviare lo smartphone in modalità "bootloader"; Accedete, dal vostro PC, con lo stesso account Mi che ha ottenuto i permessi di sblocco. Collegate poi il dispositivo al PC tramite cavo USB; selezionate l'opzione "Sblocca". Il processo verrà completato in circa 10 secondi. Dopo aver sbloccato il bootloader, sarete in grado di installare sul vostro smartphone le ROM non ufficiali rilasciate dalla comunità. Il dispositivo sbloccato, tuttavia, perderà ogni diritto alla garanzia Xiaomi. L'installazione di una ROM MIUI ufficiale, infine, ripristinerà il blocco del bootloader. Note: Dopo aver ottenuto il permesso di sblocco tramite il proprio account Mi, gli utenti possono sbloccare il dispositivo verificato entro e non oltre il trentesimo giorno dalla richiesta; se durante la procedura dovesse comparire un messaggio dove viene affermato che il dispositivo non è collegato a nessun account Mi, effettuate il login con il vostro account sul dispositivo da sbloccare; se il dispositivo è crittografato lo sblocco del bootloader cancellerà tutti i dati presenti. Consigliamo quindi di eseguire un backup in anticipo; se la vostra richiesta di autorizzazione è stata respinta, vi consigliamo di riprovare in un secondo momento N.B. Vi consigliamo di effettuare la richiesta di sblocco (preferibilmente in inglese o cinese), motivandola con le vostre reali intenzioni.
  14. Con questa guida potrete ottenere i permessi di root sul nuovissimo Huawei P20 Pro IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding. Lo staff di GizChina.it non si riterrà responsabile per eventuali danni al dispositivo. Vantaggi di avere una custom recovery e ottenere i permessi di root Con i permessi di root è possibile eliminare facilmente il bloatware incorporato dai produttori negli smartphone e quindi liberare spazio sul device; Potremo effettuare backup usando app come Titanium Backup o direttamente da TWRP (nandorid). Sarà possibile modificare alcune impostazioni di sistema come i file build.prop; In alcuni casi sarà possibile velocizzare il tablet overcloccando il processore o la gpu; Installando Xposed potremo personalizzare ancora di più lo smartphone. Prerequisiti Bootloader sbloccato (vedere QUI); PC e cavo USB; ADB e fastboot installati ; Immagine Ram Disk. Prima di iniziare Come prima cosa dovete abilitare le "opzioni sviluppatore": Andate in impostazioni⇒ About phone ⇒ Tappate su “build number” 7 volte per abilitare le "opzioni sviluppatore" Andate in impostazioni⇒ opzioni sviluppatore ⇒ selezionate USB debugging Installazione Installate, se non li avete già sul PC, adb e fastboot; Scaricate il file Ramdisk Aprite un prompt dei comandi (start e "CMD ") e posizionatevi nella directory in cui avete messo il file lanciate i seguenti comandi: adb devices se questo comando non ritorna nulla dovete verificare che i driver siano installati correttamente, in caso contrario procediamo con l'installazione adb reboot bootloader Flashate il ramdisk modificato con Fastboot flash ramdisk CLT-L29-MAGISK.img Riavviate il dispositivo, al termine avrete i permessi di root abilitati. Fonte XDA
  15. Finalmente ecco un metodo per recuperare un dispositivo Huawei dal Brick Hard e Soft con un tool sviluppato dal dc-unlocker team. Il tool si chiama dc phoenix e permette di flashare un dispositivo brickato dalla modalità fastboot. Il tool non è gratuito, ma richiede l'acquisto di crediti (15 crediti = 15 euro per 3 giorni oppure 19 euro per 3 giorni per i telefoni ribrandizzati per recuperare l'IMEI che viene cancellato durante il processo). Dispositivi supportati: Huawei ed Honor come per esempio Mate 9, Mate 9 pro, Mate 10, P10, Huawei Nova, Honor 8 pro, Honor 8, Honor V10, Honor 6x, 7x ed altri Preparazione Caricare il dispositivo. Acquistare crediti da https://www.dc-unlocker.com/buy (Note: se il dispositivo è ribrandizzato, occorre acquistare una pacchetto licenza per DC-Phoenix + HCU a 19 euro altrimenti basta acquistare 15 crediti per un aggiornamento normale) Controllare email per le informazioni di login Scaricare DC Phoenix da qui / Mirror Link Scaricare il file del firmware dal tool DC Phoenix Requisiti PC con Windows Sufficiente spazio libero sul disco Driver Huawei, disponibili qui Driver Huawei USB COM 1.0 per aggiornamento Board Software testpoint qui Ora possiamo procedere con uno dei 2 metodi: fastboot mode/upgrade mode oppure testpoint mode. IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding. Lo staff di GizChina.it non si riterrà responsabile per eventuali danni al dispositivo. Metodo tramite modalità fastboot / upgrade 1. Leggere attentamente Preparazione e Requisiti 2. Scompattare il file zip DC Phoenix 3. Eseguire “DCPhoenix_v**.exe“. 4. Cliccare su Download Files 5. Cercare il modello, per esempio “LON“ 6. Scaricare il file .app main and il file data cust e il file .dgtks per il metodo test point nel caso il dispositivo non entri né in fastboot né in recovery 7. Selezionare il file di aggiornamento update.app e il file customization 8. Connettere il dispositivo al PC con cavo USB tenendo premuto Volume Giù per entrare in fastboot mode, oppure in modalità upgrade tenendo premuto il Volume Giù + Volume Su mentre si connette il cavo USB 9. Cliccare su update ed aspettare che il processo termini Se ricevi errore di partizione VERLIST significa che il dispositivo è ribrandizzato, quindi occorre riparare le info vendor/country per poi riaggiornare il dispositivo. Segui questa guida. Metodo di aggiornamento test point (se il dispositivo non entra né in fastboot né in recovery) 1. Spegnere e disassemblare il telefono, cercare il test point. Aiutarsi con google o aprire DC Phoenix e raggiungere il file .dgtks per vedere l’immagine del Testpoint 2. Collegare la terra e tenere premuto il tasto di accensione per un secondo, quindi collegare il cavo USB 3. Installare il driver Huawei USB COM 1.0 e testare con Gestione dispositivi 4. Selezionare il file Board Software_inc_testpoint.dgtks, il file update.app ed il file customization 5. Cliccare su update ed attendere il completamento del processo Se non riesci a trovare il testpoint devi trovarlo da solo a tentativi collegando a terra il test point, connettendo il cavo USB tenendo premuto il tasto di accensione. Se in Gestione dispositivi trovi una nuova porta Huawei USB COM 1.0, lo hai trovato. Un esempio per Mate 9 nell’immagine. Se invece hai perso l'IMEI del dispositivo, segui questa guida per procedere con il tool DC – HCU. In bocca al lupo! Fonte: GizDev
  16. Ricomincia a crescere la famiglia di ROM custom "made in GizChina.com" dedicata al piccolo best buy cinese ZUK Z2. La nuova GizROM Global, basata sulla ZUI Nougat indiana, rende ancora più adatto al pubblico occidentale un firmware nato appositamente per soddisfare le esigenze degli utenti non cinesi. Tra le modifiche apportate da Francko76, membro del nostro GizROM Team, non possiamo dimenticare la rimozione del bloatware, l'aggiornamento del core e delle app Google preinstallate e l'aggiunta di ulteriori Gapps. Non mancano poi le ottimizzazioni, e naturalmente il supporto ad un maggior numero di localizzazioni rispetto alla versione originale. Questa GizROM, in particolare, oltre a quelle previste di default dal firmware stock supporta completamente le principali lingue europee (italiano, tedesco, francese, spagnolo, russo, polacco, ungherese). È inoltre possibile impostare altre localizzazioni, ma in quel caso solo le app recepiranno tale scelta (la lingua del menù impostazioni non verrà modificata). Importante: durante la fase di test interno abbiamo notato che il menù di configurazione, che appare normalmente al primo avvio, è fonte di problemi ed instabilità. Abbiamo dunque deciso di rimuoverlo, il che implica che la selezione della lingua dovrà essere effettuata manualmente dalle impostazioni. Il sistema al primo avvio partirà in inglese. Le ROM, nonostante il testing interno effettuato dal nostro staff, potrebbero presentare qualche bug. Feedback e suggerimenti, come sempre, sono graditi. Screenshot Changelog Installazione
  17. Lenovo P2 è uno dei device più veduti del colosso cinese che, grazie a questo modello, ha raggiunto una discreta diffusione anche sulla fascia media del mercato occidentale. Di solito i prodotti più adottati dai consumatori sono d'altra parte anche quelli più supportati dalla comunità degli sviluppatori indipendenti, e non stupisce dunque che per la versione P2a42 (quella destinata ai mercati internazionali e facilmente reperibile in Italia) siano disponibili diverse mod e ROM custom. In questa guida vi mostreremo come effettuare i primi passi per accedere al mondo del modding, cioè come installare una recovery custom come la TWRP e ottenere i permessi di root. Dato che Lenovo vende i suoi P2 con bootloader bloccato, tuttavia, prima di effettuare questi passaggi dovremo richiedere ed effettuare l'unlock. Prerequisiti Lenovo P2 (P2a42) carico almeno al 70%; pacchetto GizFlasher; backup dei dati del device effettuato; PC windows e cavo USB: pacchetto root. Procedura Sblocco bootloader Andare su Impostazioni -> Informazioni sul dispositivo ed effettuare tap ripetuti su "numero build" per sbloccare la modalità svilppatore; nelle opzioni sviluppatore attivare il "Debug USB" e "OEM Unlock"; confermare la richiesta dello sblocco del bootloader (invaliderà la garanzia) e attendere 14 giorni; estrarre il pacchetto GizFlasher; installare "autorun.exe" rispondendo sempre yes (saltare questo passaggio se si ha già adb installato systemwide); collegare il telefono al PC; avviare GizFlasher.bat e scegliere la prima opzione (dare conferma ad eventuali richieste di autorizzazione sul device, l'operazione cancellerà tutti i dati presenti sul device). Installazione TWRP Dopo aver sbloccato il bootloader, collegare il device (acceso) al PC; avviare GizFlasher.bat; selezionare l'opzione 2 e attendere il riavvio in TWRP. Ottenere i privilegi di root (Marshamllow) Scaricare ed estrarre il pacchetto root postato nei prerequisiti; copiare tutti i file estratti nel telefono; installare gli apk utilizzando il gestore file (dopo l'installazione non avviarli); riavviare il telefono in recovery (da telefono spento premere Volume su + Power per 5-10 secondi); selezionare la lingua; non effettuare lo swipe per permettere le modifiche (mantenere in sola lettura); installare il pacchetto Magisk; installare il pacchetto superuser; effettuare un wipe dalvik e cache; riavviare (non permettere l'installazione dell'app TWRP se richiesto). Ottenere i privilegi di root (Nougat) Attenzione: la procedura per Nougat è ancora in fase sperimentale e non assicura l'ottenimento del root. Scaricare ed estrarre il pacchetto root postato nei prerequisiti; copiare il pacchetto superuser e l'apk di phh nel device; installare l'apk; riavviare il telefono in recovery (da telefono spento premere Volume su + Power per 5-10 secondi); selezionare la lingua; effettuare lo swipe per permettere le modifiche; installare il pacchetto superuser; riavviare il telefono. Fonte
  18. Con questa guida potrete ottenere i permessi di root sull'Elephone U Pro. Vantaggi di avere una custom recovery e ottenere i permessi di root Con i permessi di root è possibile eliminare facilmente il bloatware incorporato dai produttori negli smartphone e quindi liberare spazio sul device; Potremo effettuare backup usando app come Titanium Backup o direttamente da TWRP (nandorid). Sarà possibile modificare alcune impostazioni di sistema come i file build.prop; In alcuni casi sarà possibile velocizzare il tablet overcloccando il processore o la gpu; Installando Xposed potremo personalizzare ancora di più lo smartphone. IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding. Lo staff di GizChina.it non si riterrà responsabile per eventuali danni al dispositivo. Prerequisiti QPST flashtools (qualcomm); Driver Qualcomm per il dispositivo; un file firehose per SDM660; rawprogram_unsparse e patch0.xml; python-2.7.13.amd64; patched_boot.img; ADB e fastboot; bootloader sbloccato; Trovate tutti i file qui. Prima di iniziare Come prima cosa dovete abilitare le "opzioni sviluppatore": Andate in impostazioni⇒ About phone ⇒ Tappate su “build number” 7 volte per abilitare le "opzioni sviluppatore" Andate in impostazioni⇒ opzioni sviluppatore ⇒ selezionate USB debugging Andate in impostazioni⇒ opzioni sviluppatore ⇒ selezionate abilita sblocco OEM Procedura Come prima cosa dobbiamo sbloccare il bootloader: Aprite un prompt dei comandi (start + cmd); Posizionatevi dove avete i file dell'adb e lanciate i seguenti comandi: adb shell reboot bootloader fastboot flashing unlock Con questi comandi verrà sbloccato il bootloader con il conseguente reset del dispositivo (perderete tutti i dati!). Passiamo ora al root vero e proprio: Ora riavviate in recovery accendendo il dispositivo con tasto power + volume su; Riavviate il sistema (se avete problemi con la password vi basterà sbagliarla 30 volte per proseguire); Abilitate di nuovo il debug usb e con adb da un prompt dei comandi scrivete: adb shell reboot edl Il telefono si riavvierà in edl mode (schermo nero e nessun led); Installate il QPST/QFIL Flashtool; Installate python 2.7.13; Installate i Qualcomm Drivers; Nel device manager di windows dovrebbe essere presente la periferica "Qualcomm HS-USB QDLoader 9008"; Eseguite il QPST/QFIL FLashtool; Nel menu Select Build Type selezionate Flat Build; Nel menu Select Programmer cercate e selezionate il file "prog_emmc_ufs_firehose_Sdm660_ddr.elf"; Nel menu Load XML selezionate prima rawprogram_unsparse.xml e subito dopo il patch0.xml; Premete su "download button" e lasciate il tempo alla procedura di completarsi; Al termine tenete premuto il tasto power a lungo per fare riavviare il dispositivo; Al riavvio avrete i permessi di root; Installate Magisk Manager. Questa procedura installerà un boot modificato sullo slot B, quindi potrete ancora installare gli aggiornamenti OTA senza problemi. Quando installate Magisk Manager per la prima volta dovrete tuttavia selezionare di nuovo "installa" per iniettare il root nel sistema. Fonte XDA
  19. Il primo notebook da 13.3 pollici del colosso cinese è giunto sul mercato con una dotazione di 256 GB di memoria interna, che potrebbe essere ritenuta non sufficiente dagli utenti più esigenti. Per fortuna Xiaomi ha lasciato uno slot SATA M.2 libero all'interno del dispositivo, e in questa guida vi mostreremo come utilizzarlo per incrementare lo spazio di archiviazione del vostro Mi Notebook Air. Prerequisiti Mi Notebook Air 13.3; SSD M.2 2280 ((cioè largo 22 mm e lungo 80 mm) con vite di fissaggio; cacciavite T5 e triangolo di plastica. Procedura Ruotare il notebook in modo da rivolgere i piedini di appoggio verso l'alto; identificare le 8 viti, una delle quali è nascosta sotto il piedino centrale; rimuovere le viti avendo cura di segnarne la posizione (sono 5 lunghe e 3 corte); utilizzare il triangolo di plastica (anche un plettro va bene) per sollevare delicatamente il case; disinserire il connettore della batteria (non strettamente necessario); inserire il disco SSD nello slot; fissare la vite; riconnettere la batteria e richiudere il notebook fissando bene le viti; avviare il notebook e formattare il disco da windows. Fonte
  20. In questo nuovo tutorial andremo ad illustravi la procedura per installare la recovery TWRP ed ottenere i permessi di root sul LeEco Le2 Pro. IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding per Android. Lo staff di GizChina.it non si riterrà responsabile per eventuali danni al device. PREREQUISITI disabilitate le firme digitali su windows e disattivate firewall e antivirus seguite la guida di gizchina qui: Pacchetto recovery TWRP; SuperSU PROCEDIMENTO Attivate il "Debug USB" dal "menu sviluppatori"; copiate SuperSu nella memoria del telefono; scaricate e scompattate il pacchetto della recovery TWRP; aprite il prompt dei comandi e navigate dentro la cartella appena estratta; digitate questo comando e date "Invio": adb reboot bootloader una volta che il dispositivo è in "fastboot mode" digitate: fastboot devices verrà mostrato il vostro device col suo numero identificativo. Digitate: fastboot flash recovery Letv-X620-Twrp-3.0.2-0.img al termine del flash spegnete il telefono ed entrate in recovery tenendo premuto "VOL+" con il tasto di accensione; tappate su "Install" e dal file manager che apparirà selezionate il file di SuperSU; riavviate per completare la procedura. Fonte: LETV.RE
  21. C'era una volta un tool di modding per Honor 6. In quei tempi, grazie al semplice file bat di questo strumento, anche gli utenti meno smaliziati iniziarono a sbloccare il bootloader e ad installare una recovery custom sui loro dispositivi. Questo tool era utile e piaceva a molti, così il suo sviluppatore decise di ampliarlo e di aggiungere il supporto alla versione Plus. Nacque Honor 6 Multi Tool che, nel tempo, perse il "6" nel nome e incominciò a supportare anche Honor 7. Honor Multi Tool viveva tranquillo e ben aggiornato quando, sull'onda del successo di Huawei, la comunità di sviluppatori disposta ad offrire gratuitamente il proprio lavoro per supportare i modelli del colosso cinese incominciò a crescere. Si creò così un team di sviluppo, a maggioranza russa, che prendendo come base il vecchio progetto creò Huawei Multi Tool. Come avrete intuito il nuovo tool, ormai giunto alla settima versione, riprende ed amplia le funzioni già viste nello strumento originale. Potrete dunque sbloccare e bloccare il bootloader, installare una recovery TWRP e ottenere i diritti di root. A queste features "base" nel tempo se ne sono poi aggiunte altre, e ora è ad esempio possibile eseguire il flash di immagini custom, la modifica del vendor (solo per Honor 7, P8 lite e Honor 8), l'unbrick ed tante altre azioni. Anche la platea dei device supportati si è inoltre ampliata, ecco la lista: Lista ufficiale aggiornata Prerequisiti Telefono compatibile; PC Windows e cavo USB; Huawei Multi Tool. Procedura IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding. Lo staff di GizChina.it non si riterrà responsabile per eventuali danni al dispositivo. Prima di utilizzare il tool, che in automatico si imposterà in inglese, dovrete effettuare questi passaggi: Abilitare il debug USB Aprire le impostazione del device; andare su "info sul dispositivo"; eseguire ta ripetuti sul "Build Number" fino a quando non compare la scritta "sei ora uno sviluppatore"; tornare indietro nelle impostazioni ed entrare in "Opzioni sviluppatore"; abilitare il Debug USB. Installare i driver Scaricare Huawei Multi Tool; estrarre lo zip; avviare "Huawei_Multi-Tool.bat"; il tool si aggiornerà automaticamente, attendere; apparirà una schermata come questa, digitare 0 e dare invio; digitare 1 per installare i driver. Collegare il telefono Avviare Huawei Multi Tool; digitare 0 e dare invio; collegare il telefono al PC; digitare 3 e dare invio; sul telefono comparirà un avviso, dare l'OK. A questo punto sarete in grado di utilizzare tutte le funzioni del tool. Ricordiamo che per ottenere i diritti di root è necessario prima sbloccare il bootloader ed installare una recovery custom. Fonte
  22. Oggi vi presentiamo questa guida che permette di aggiornare o reinstallare il sistema operativo Android sul vostro Teclast Tbook 11. Prerequisiti Andate sul sito ufficiale di Teclast, inserite l'ID della macchina che si trova sul retro del tablet e scaricare gli strumenti flash corrispondenti e il pacchetto di sistema e decomprimerlo; Scaricate gli ultimi strumenti Flash tool da Intel: driver e flash tool; Avere una tastiera USB esterna , altrimenti sarà difficile navigare all'interno del BIOS ; Avere due o più unità flash USB con almeno una capacità di 16 GB di mano; Avere un HUB USB alimentato esternamente. Installazione del firmware Android Update senza eliminare Windows Installate i flash tool Android nel seguente ordine : Decomprimere ed installare IntelAndroidDrvSetup1.10.0.zip poi, decomprimere ed installare Intel® Platform Flash Tool Lite 5.5.2; (NON cambiate il path d'installazione di default) Eseguite "Phone Flash Tool", quindi fate clic sul pulsante "Browser". Nella finestra di popup di selezione, individuare la directory del programma del firmware non compresso, seleziona il file "flash.json" per aprire; Dopo aver scelto il file "flash.json", cambia l'opzione "Configuration" in "update"; Riavviate il tablet e scegliete di accedere al sistema operativo Android; Nel menu di configurazione del sistema, aprite "Opzioni sviluppatore", individuate e selezionate la voce di opzione "Debug USB"; Con un cavo USB collegate il tablet al computer, il computer rileverà e installerà il driver del dispositivo. In caso di successo, il flash tool mostrerà il dispositivo collegato con un pulsante "Start to Flash"; Cliccate su quel pulsante per dare inizio all'installazione; La procedura richiederà tempo e durante tutto il processo non scollegate mai il tablet; Al termine il tablet verrà riavviato e potrete staccarlo dalla USB e chiudere il flash tool; In questa maniera si avrà dl'effetto di un aggiornamento OTA quindi alcuni files potrebbero rimanere, si consiglia un factory reset. Installazione di Android eliminando tutte le partizioni Installate i flash tool Android nel seguente ordine : Decomprimere ed installare IntelAndroidDrvSetup1.10.0.zip poi, decomprimere ed installare Intel® Platform Flash Tool Lite 5.5.2; (NON cambiate il path d'installazione di default) Eseguite "Phone Flash Tool", quindi fate clic sul pulsante "Browser". Nella finestra di popup di selezione, individuare la directory del programma del firmware non compresso, seleziona il file "flash.json" per aprire; Dopo aver scelto il file "flash.json", cambia l'opzione "Configuration" in "Recover"; Avviate il tablet in Modalità Android; Spegnetelo ed accendetelo tenendo premuto "tasto d'accensione + volume su + volume giu" ; Rilasciateli solo quando apparirà la schermata "DNXFASTBOOT MODE ..." ; Con un cavo USB collegate il tablet al computer, il computer rileverà e installerà il driver del dispositivo. In caso di successo, il flash tool mostrerà il dispositivo collegato con un pulsante "Start to Flash"; Cliccate su quel pulsante per dare inizio all'installazione; La procedura richiederà tempo e durante tutto il processo non scollegate mai il tablet; Al termine il tablet verrà riavviato e potrete staccarlo dalla USB e chiudere il flash tool. Fonte AndroidHilfe.de
  23. In questo nuovo tutorial andremo a vedere come ripartizionare la memoria interna, o ROM, dei device con processore Mediatek MT6732, MT6752, MT6735, MT6795. La procedura è stata testata sui seguenti devices: THL 2015 (MT6752L, KK 4.4.4, 16GB) Kingzone Z1 (MT6752, KK 4.4.4, 16GB) Mlais M52 (MT6752, KK 4.4.4/LP 5.0, 16GB) Doogee F1 Mini (MT6732, KK 4.4.4, 8GB) KEP oNe (MT6735, LP 5.1, 16GB) VKworld VK6050s (MT6735M, LP 5.1, 16GB) Bluboo X550 (MT6735P, LP 5.1, 16GB) Cube T8 Plus (MT8783, LP 5.1) Cube T8 (MT6735M, LP 5.1) StonexOne (MT6795, LP 5.1, 32GB) IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding per Android. Lo staff di GizChina.it non si riterrà responsabile per eventuali danni al device. PREREQUISITI Backup dei propri dati (non si perderanno i dati ma è buona norma averne uno). La "SD" interna verrà cancellata; batteria almeno al 70%; pacchetto di ridimensionamento; recovery TWRP; firmware originale del vostro device(opzionale, in caso qualcosa vada storto). PROCEDIMENTO Copiate il pacchetto di ridimensionamento nella scheda SD o , se non presente, nella cartella "cache" del telefono; riavviate il dispositivo in recovery mode; selezionate "Install" e successivamente il file copiato in precedenza; fate uno "swipe" su "Install"; verrà mostrata una pagina di benvenuto che vi guiderà, tramite interfaccia grafica, al ripartizionamento della memoria; terminata l procedura riavviate il dispositivo. Fonte: XDA
  24. In questo nuovo tutorial andremo a vedere come realizzare un file scatter per i dispositivi con processore Mediatek. Il file scatter è indispensabile per poter flashare un nuovo firmware mediante SP Flash Tool. PREREQUISITI ​Driver ADB; MtkDroidTools; PROCEDIMENTO Abilitate il "debug USB" dal dispositivo e collegatelo al computer; installate i driver adb seguendo il tutorial; scaricate il software MtkDroidTools e scompattatelo; cercate il file "MTKdroidTool.exe" ed avviatelo; il software caricherà le informazini del dispositivo; una volta terminato il caricamento cliccate su "Blocks Maps"; Nella nuova finestra cliccate sul pulsante "create scatter file" e selezionate il percorso dove salvare il file; Fonte: androidmtk.com
  25. In questo tutorial andremo a vedere la procedura non ufficiale per richiedere l'unlock code, codice indispensabile per sbloccare il bootloader dei dispositivi Huawei. Generalmente, per richiedere il codice di sblocco, bisogna compilare un apposito modulo sul sito Emui.com per poi attendere l'elaborazione della richiesta che potrebbe richiedere fino ad una settimana di tempo. Se non si volesse aspettare, grazie a questo metodo, con qualche euro è possibile ottenere il codice di sblocco immediatamente mediante un semplice tool. I modelli supportati da questo tool sono: Huawei P9, P9 Plus, Huawei P9 Lite, P8, P8 Lite, Mate 7, Mate 8, Honor 8, Honor V8, Honor 7, Honor 5x, e tutti gli altri smartphone Qualcomm based. IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo ad utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding per Android. Lo staff di GizChina.it non si ritiene responsabile per eventuali danni al device. Inoltre teniamo ad informarvi che non siamo in aclun modo correlati al tool, pertanto qualsiasi problema con esso non è da attribuirsi allo staff di GizChina.it PREREQUISITI Huawei Driver; DC Huawei Bootloader Codes; DC Unlocker Client; PROCEDIMENTO Andiamo nelle impostazioni del telefono ed entriamo nelle info. premiamo 7 volte sul numero di build per abilitare le opzioni di sviluppatore; entriamo nel menu di sviluppatore ed abilitiamo "Debug USB" e "OEM Unlock"; una volta attivate le opzioni scarichiamo ed installiamo i driver Huawei; scarichiamo dal PlayStore il DC Huawei Bootloader Codes; scarichiamo sul pc il DC Unlocker Client e l'Unlocker Bootloader Tool; avviamo dallo smartphone l'app appena scaricata ed installata; facciamo un tap su "Unlocker DC Account"; inseriamo una email valida e seguiamo le istruzioni per completare il pagamento; ricordiamoci di salvare la password usata per il nostro account; ora che il pagamento è completato, e abbiamo salvato tutte le informazioni, spostiamoci al computer; scarichiamo ed avviamo il DC Unlocker Client e avviamolo premendo su "dc-unlocker2client.exe"; entriamo nel tab "Server" ed inseriamo le nostre credenziali ottenute precedentemente dall'app sullo smartphone; connettiamo lo smartphone al computer ed abilitiamo la "Manufactorer Mode" digitando " *#*#2846579#*#* " nel dialer e selezionando "Background Settings", "USB Port Settings" e selezioniamo "Manufacturer Mode; una volta fatto torniamo al client sul PC e selezioniamo come Manufacturer la voce "Huawei Phones", come Model settiamo "Auto" e premiamo sul pulsante cerca; premiamo su "Read Bootloader Code" presente nel tab "Unlocking"; attendiamo che il tool recuperi il codice di unlock e, al termine, salviamolo sul Notepad; Fonte: GizDev
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