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  1. L'assistente vocale di Google può ormai contare su una vasta adozione e su una buona affidabilità ma, ancora oggi, appare spesso limitato su molti modelli di tutte le fasce. Immaginate di voler effettuare una ricerca utilizzando la funzione "Ok Google" del vostro smartphone che si trova sulla scrivania: a meno che il device non sia sotto carica o sia dotato di un coprocessore dedicato (il primo di questa specie fu Moto X del 2013) dovrete per forza attivare il display prima di interrogare l'assistente vocale del colosso di Mountain View. Il motivo di questa limitazione è in realtà abbastanza ovvio, ed è legato al consumo richiesto da un sistema di hotword recognition sempre attivo. Spesso, tuttavia, alcuni dispositivi montano SoC abbastanza efficienti (o batterie abbastanza capienti) da rendere tollerabile questo "spreco" di risorse, ma in questo frangente Google non lascia agli utenti alcuna libertà di scelta. Per fortuna il modding riesce spesso a mettere una pezza dove non arrivano le procedure ufficiali, e in questa guida vi mostreremo come utilizzare l'app Tasker per ingannare il nostro device e forzare il riconoscimento di Ok Google anche da schermo spento. Prerequisiti Un device Android con le Google Apps installate Prcedura IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding. Lo staff di GizChina.it non si riterrà responsabile per eventuali danni al dispositivo. Scaricare ed installare Tasker; aprire l'app e andare su "Attività"; tap sul simbolo "+", digitare "abilita hotword" e dare invio; tap sul simbolo "+"->Codice->Esegui shell; inserire il comando: dumpsys battery set ac 1 e mettere la spunta su "usa root"; tornare alla schermata iniziale e ripetere i passi da 2 a 5 inserendo come nome attività "disabilita hotword" e come codice dumpsys battery reset mettendo sempre la spunta su "usa root"; tornare alla schermata iniziale e andare su "Profili"; tap sul simbolo "+"-> Evento->Display->Display Sbloccato; tornare indietro e selezionare "disabilita hotword" come attività; tap sul simbolo "+"-> Evento->Display->Display off; tornare indietro e selezionare "abilita hotword" come attività. In questo modo inganneremo Google e gli faremo credere che il device è sempre sotto ricarica quando lo schermo è spento, ottenendo il riconoscimento delle hotword in ogni situazione.
  2. È buona norma, prima di effettuare un factory reset sul proprio dispositivo Android, disassociare l'account Google per evitare che si cada nel temibile "FRP lock". Come misura di sicurezza contro i furti, infatti, Google impone che in seguito ad un ripristino alle condizioni di fabbrica sia impossibile accedere al telefono senza conoscere mail e password dell'account Google legato al telefono nel momento del wipe. Nel caso in cui abbiate effettuato il ripristino e non vi ricordiate le credenziali dell'account vi troverete quindi bloccati dal factory reset protection. Nella guida di oggi vi mostreremo come sia possibile, su alcuni telefoni dotati di Android Oreo, superare questo blocco! Purtroppo la guida potrebbe non funzionare su tutti i modelli e su tutte le versioni di Android (con le patch di sicurezza più recenti Google sembra aver sistemato la vulnerabilità alla base della procedura), l'unico modo per accertarsi del suo funzionamento è provare. Il tutorial è inoltre pensato unicamente per essere d'aiuto ai legittimi (ma un po' sbadati) proprietari del telefono e non intende in alcun modo favorire o facilitare pratiche illegali. IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding. Lo staff di GizChina.it non si riterrà responsabile per eventuali danni al dispositivo. Prerequisiti Smartphone FRP locked con Android Oreo 8.0 o 8.1; connessione Wifi ad internet. Procedura Accendere il telefono e, attraverso la procedura guidata di primo avvio, collegarlo al Wifi; tornare alla prima pagina della procedura di configurazione, dove è possibile scegliere la lingua; impostare inglese; tap su "Vision Settings", quindi dare l'ok; selezionare Talkback e abilitarlo; Attenzione: con TalckBack attivo la funzione del singolo tocco si ottiene con un doppio tap! aprire il Global Context menu” e selezionare "TalkBack Settings"; abilitare il tutorial di TalkBack; disattivare TalkBack; da TalkBack Settings aprire “Help & Feedback“; fare tap sulla casella di ricerca e scrivere "voice"; aprire il primo risultato; riprodurre il videotutorial Youtube; dare un doppio tap e premere il titolo del video per forzare l'apertura dell'app Youtube; chiudere il video e accedere alla sezione profilo dell'app Youtube; entrare in "Terms & Privacy Policy", si aprirà il browser Chrome; digitare http://bit.ly/gizfrpl per scaricare frp v8.0.0.apk; terminato il download, aprire l'apk ed installarlo dopo aver abilitato le sorgenti sconosciute; aprire l'app appena installata; tap su Google Account Manager Apk install; tap su un qualsiasi punto dello schermo per installare; tornare indietro e selezionare "Bypass FRP"; tap su Browser Sign In ⇒ selezionare il menu (3 puntini) ⇒ tap su Browser Sign In; accedere con un qualsiasi account Google; riavviare il telefono; aprire le impostazioni del telefono; rimuovere l'account Google; effettuare nuovamente il factory reset, questa volta senza FRP lock! Fonte
  3. Questa serie di guide si concentra in particolare sull'Assistente di Google Home, ma molte delle funzioni e delle opzioni citate funzionano altrettanto bene sull'Assistente sul tuo dispositivo Android / iPhone. Pertanto puoi considerare questo come un doppio tutorial per Assistente Google in generale. Tecnologie come Google Assistant (o la sua espressione hardware Google Home, dove con questo nome indichiamo anche tutti gli smart speaker compatibili ma non prodotti direttamente dal colosso di Mountain View) nascono per semplificare le nostre vite, ma nonostante siano abbastanza user-friendly non sempre possono essere utilizzate al meglio senza l'appoggio di un buon "manuale utente". In questa guida vi mostreremo come sfruttare le scorciatoie e i comandi multipli di Assistente Google. Come utilizzare scorciatoie e comandi multipli su Google Home e Assistente | Guida Parlando con la tua Google Home o il tuo Assistant potresti iniziare a pensare che alcuni comandi impieghino molto tempo e che alcune azioni potrebbero essere svolte più velocemente. Fortunatamente esistono due modi per accelerare il processo: scorciatoie e comandi multipli. Comandi multipli Un paio di mesi fa Google Home ha iniziato a comprendere due comandi separati collegati dalla congiunzione "e". Quindi puoi dire "imposta la luce al 50% e riproduci la mia playlist di Slow Jazz". Tenete presente, tuttavia, che è necessario pronunciare il comando completo per ogni azione, quindi "spegnere la luce del soggiorno e della camera da letto" non funzionerà, a differenza di "spegnere la luce del soggiorno e spegnere la luce della camera da letto". Non è possibile inoltre utilizzare i comandi multipli con le scorciatoie o nel caso in cui uno dei comandi preveda una successiva domanda da parte di Google Assistant (ad esempio "Ok Google, imposta una sveglia" -> "Certo, per che ora la vuoi?"). Qui troverete una spiegazione più completa su cosa funziona e cosa no. Scorciatoie Le scorciatoie, introdotte in Italia da poco tempo, permettono di creare comandi vocali per qualsiasi azione che desideriate rendere più veloce. Qui trovate la nostra guida per impostarle su Google Assistant. I collegamenti sono dipendenti dalla corrispondenza vocale. Qualsiasi scorciatoia impostata sul vostro account non verrà trasferita ad altri membri della famiglia, quindi non tutti saranno in grado di usarli. L'app ha alcune scorciatoie popolari da cui trarre ispirazione, vi proponiamo i tre migliori usi: Le app Assistant sono utili ma laboriose da richiamare. Creare una scorciatoia per dare un comando da app senza "chiedere a X di farlo" può quindi essere furbo. Esempio: è possibile impostare "la porta è chiusa?" come scorciatoia per "chiedi a Nuki per lo stato". (Nuki è la serratura intelligente). Il primo è più linguaggio comune ed ha più senso. È possibile sostituire più comandi ricorrenti con uno. Esempio: "È Natale" per accendere l'albero di Natale e di impostare la lampada da terra sul rosso. Si può fare in modo che Google dica ciò che vuoi in risposta a una domanda usando i comandi "ripeti dopo di me". Esempio: "Emanuele è stato una bravo ragazzo?" = "ripeti dopo di me Emanuele è stato una bravo ragazzo oggi, forse dovremmo dargli un po' di caramelle" e "Emanuele è stato cattivo?" = "ripeti dopo di me Emanuele è stato molto cattivo oggi. Non avrà caramelle". Dato che tutto questo è legato alla voce, solo chi ha impostato la risposta può chiedere a Google e può scegliere la struttura della frase che desidera ricevere in risposta. Fonte AndroidPolice
  4. Questa serie di guide si concentra in particolare sull'Assistente di Google Home, ma molte delle funzioni e delle opzioni citate funzionano altrettanto bene sull'Assistente sul tuo dispositivo Android / iPhone. Pertanto puoi considerare questo come un doppio tutorial per Assistente Google in generale. L'Assistente Google si può certamente dimostrare utile in innumerevoli scenari, ma lo sforzo richiesto per ampliare la platea di azioni possibili è indubbiamente molto gravoso (sopratutto quando si parla di domotica e di Google Home). Per questo il colosso di Mountain View ha deciso di permettere lo sviluppo di vere e proprie app per il suo assistente, e in questa guida vi spiegheremo come utilizzarle al meglio. Google, come dicevamo, ha aperto l'Assistente agli sviluppatori di terze parti nel dicembre del 2016. Il programma per lo sviluppo delle app si chiama "Actions on Google", dal lato utente è stato a lungo noto come "Servizi" ma ora è chiamato "app per l'Assistente Google" o più in breve "App Assistant ". Quest'ultima sembra essere ad oggi la nomenclatura più gettonata, probabilmente perché più breve e orecchiabile. Potete dare un'occhiata alle app Assistant disponibili in italiano in questa pagina. App per Google Home e Assistente: tutto quel che c'è da sapere | Guida A differenza degli altri comandi di Google Assistant, per effettuare un'azione tramite app è necessario avviarla. Per richiamarle è si può utilizzare la formula "parla con X" o "chiedi a X". Per effettuare l'azione Y collegata all'app X, ad esempio, non è quindi sufficiente dire semplicemente "Ok Google, Y" ma sarà necessario dire "Ehi Google, chiedi a X di fare Y". In alternativa, è possibile iniziare dicendo "Ehi Google, parla con X", quindi dare il comando Y. Le app assistant rispondono inoltre con una voce diversa da quella normalmente utilizzata da Google Home o Assistente. All'inizio è sconcertante, ma Home risponderà con "Va bene, ecco X" e verrà utilizzata un'altra voce che dirà cosa può fare questa particolare app e continuerà a rispondere fino al termine della sessione. Se state usando l'assistente sul vostro telefono, noterete anche che durante l'utilizzo delle app la barra in alto diventa nera. App Assistant: limiti e account Gli sviluppatori possono specificare su quale versione di Assistente funzionerà ciascuna delle loro app. Sembra strano, ma alcune app funzioneranno su Google Home ma non sull'assistente del telefono o viceversa. Per non parlare di Auto, Wear, tablet, Chromebook e tutte le altre varianti di Assistant. È un triste stato di fatto che non assicura un'esperienza sempre coerente, ma alcune limitazioni potrebbero essere correlate alla sicurezza (effetti visivi distraenti su Auto), alcune potrebbero essere dettate dalla privacy (inviare messaggi su Home), e altre infine potrebbero derivare da questioni di schermi e interfacce. Per chiarire, le app funzionano su tutti i device per impostazione predefinita ma gli sviluppatori possono specificare se richiedono un output audio o su schermo (e potrebbero quindi limitare il funzionamento ad alcuni dispositivi). Google ha anche una procedura di revisione per garantire la sicurezza e la privacy, come nel caso di Android Auto in cui sono consentite le app solo audio. Per funzionare alcune app richiedono infine di collegare un account. È possibile ad esempio parlare da subito con Giallo Zafferano, ma sarà necessario collegare il vostro account prima di poter usare il Corriere della sera. Il modo più semplice per sapere se un servizio richiede che l'account sia collegato o meno è chiedere a Google Home o Assistente di parlarci. Se ha bisogno dei vostri dettagli apparirà una notifica sul vostro telefono per effettuare l'accesso. App Assistant e corrispondenza vocale su Google Home Se collegate un'app alla vostra Google Home, solo voi potrete parlare utilizzando il vostro account. Chiunque nella casa può provare ad utilizzare un comando vocale per parlare con quell'app, ma gli verrà solo chiesto di collegare il proprio account. In questo modo altri utenti non possono aggiungere o gestire attività sui vostri account. L'app Assistente risponderà quindi solo alla vostra voce e, se non vi riconosce, non eseguirà il comando. Se volete che altri membri della famiglia possano usare il vostro account, dovrete collegarlo dal loro dispositivo attraverso la loro app Google Home. Dove trovare le App Assistant Esistono diversi modi per esplorare il mondo delle app Assistant: La directory completa è sul Web all'indirizzo: https://assistant.google.com/explore?hl=it_it Sul telefono, attivate l'Assistente e toccate l'icona blu simile a quella di una busta in alto a destra nella sovrapposizione bianca. Si aprirà la sezione Esplora in cui è possibile sfogliare e cercare tutte le app proprio come nella directory web. Indipendentemente da come ci si arriva, ogni app Assistant ha una pagina dedicata che mostra i diversi comandi vocali supportati e su quali dispositivi è disponibile. Fonte AndroidPolice
  5. Questa serie di guide si concentra in particolare sull'Assistente di Google Home, ma molte delle funzioni e delle opzioni citate funzionano altrettanto bene sull'Assistente sul tuo dispositivo Android / iPhone. Pertanto puoi considerare questo come un doppio tutorial per Assistente Google in generale. Le basi Per utilizzare Google Home è obbligatorio installare l'app omonima dal Play Store, che dovreste già avere se avete configurato il dispositivo. Una volta aperta l'app, potete fare swipe verso destra e rivelare il menu laterale, mostrato di seguito. Ci sono almeno 2 modi per accedere a qualsiasi sezione all'interno dell'app, ma quel menu rimane il modo più immediato per farlo e fareste bene ad imparare a conoscerlo, specialmente le sezioni evidenziate con un rettangolo rosso nello screenshot. Configurazione della voce e di più utenti Se avete acquistato a Google Home negli ultimi 4 o 5 mesi, la prima cosa che viene chiesta di fare durante la configurazione è configurare la tua voce. In questo modo Google Home potrà infatti riconoscerti e dare risposte personalizzate su misura per le tue preferenze. Il Voice Match è ovviamente importante per l'utilizzo multiutente, ma è importante anche se vivete da soli nel caso in cui non desideriate che i visitatori curiosino i vostri dati personali. screenshots Se si desidera reimpostare il voice match o invitare altre persone a utilizzare gli smart-speaker, è possibile andare su Altre impostazioni e quindi toccare Riconoscimento Vocale. Da qui potremo far riapparire le schermate viste sopra, mentre per invitare nuovi utenti potremo anche inviare un link per scaricare l'app Google Home. L'invio del link, tuttavia, non è necessario per aggiungere altri membri. Fate attenzione: chiunque sia connesso alla vostra rete WiFi può entrare nella Google Home scaricando l'app, senza bisogno di link o invito. È facile da usare, ma tienilo a mente se hai una rete aperta o se tendi a distribuire la password WiFi a destra e a sinistra. La cosa sorprendente è che qui non c'è gestione degli utenti, nemmeno per il titolare dell'account principale. Non è possibile, detto in altre parole, rimuovere un utente indesiderato! screenshots Sotto Altre impostazioni, vedrete anche i vostri diversi dispositivi Home / Assistente Google e facendo tap su uno di questi potrai disattivare i risultati personali, operazione importante se non volete che i dettagli personali vengano rivelati ad alta voce dal vostro speaker. La vostra voce è direttamente collegata a: la voce Assistente Google preferita (femminile o maschile); il vostro calendario (anche se i calendari condivisi sono supportati) e i promemoria; l'agenda del giorno; i vostri voli; il vostro luogo di lavoro per informazioni sul traffico; trovare il vostro telefono; il vostro servizio musicale preferito e il profilo Netflix (è stato aggiunto di recente); il vostro account YouTube; la vostra libreria di Google Foto; i vostrii audiolibri di Google Play; la vostra lista della spesa (anche se può essere condivisa con altri); i vostri contatti per le telefonate; i vostri pagamenti, ordini e prenotazioni; le cose che avete chiesto all'Assistente di ricordare per te ; la vostra squadra sportiva preferita e il colore; le vostre scorciatoie dell'Assistente; le vostre app Assistente registrate. Altri membri della famiglia non possono accedere a nessuno di questi, tranne nel caso di servizi di musica e video per l'utente principale e talvolta anche altri membri. In tal caso chiunque, si tratti di un ospite a casa tua o di un altro utente che hai aggiunto alla tua Home page di Google, può utilizzare il tuo account musicale e fare streaming dal tuo account video. La tua voce non è collegata alle richieste di: Dispositivi e scenari smart-home per il controllo della casa; impostare un timer; il meteo; traffico e indicazioni; luoghi vicini; cucina e ricette; risultati sportivi; i prezzi delle azioni; trasmissioni, cioè funzionalità in stile intercom; informazioni generali come fatti, conversioni, calcoli, traduzioni, definizioni e informazioni nutrizionali; Nel caso di domande che non dipendono da Voice Match qualsiasi persona in famiglia, inclusi gli ospiti, può porre queste domande e ottenere risposte. E sì, questo significa anche che qualsiasi persona nella casa, utente Voice Match o ospite passeggero, può impartire comandi ai dispositivi della tua casa intelligente. Fonte AndroidPolice
  6. Qualche giorno fa abbiamo segnalato come Google abbia iniziando a bloccare sui dispositivi Android non certificati l'accesso alle app e ai servizi di Google Play. Ciò significa che qualsiasi dispositivo non certificato da Google non sarà più in grado di scaricare e utilizzare app come Gmail, Google Maps, Google Play Music, Google Foto e altro. Esiste un enorme mercato per dispositivi che non vengono forniti con le app di Google, inclusi marchi di nomi come Amazon fino a marchi cinesi meno riconosciuti. Se acquistate un dispositivo Android e vedete l'avviso "il dispositivo non è certificato da Google", cosa potete fare al riguardo? Non avete molte scelte, ma vedremo le opzioni disponibili in modo da poter sbloccare le app Google sul vostro dispositivo Android non certificato. Qualsiasi dispositivo con firmware rilasciato dopo il 16 marzo inizierà a visualizzare il seguente messaggio di avviso che informa che il loro "dispositivo non è certificato da Google". Verificare se il vostro telefono non è certificato Se nel vostro smartphone è già apparsa la schermata precedente sapete già che non è certificato, se invece non avete avuto questo messaggio e volete essere certi dello stato del telefono dovete fare questi semplici passaggi. Aprite Google Play Store; Apri il menu della barra laterale facendo swipe verso destra; Selezionate Impostazioni; Scorrete verso il basso fino alla sezione "Informazioni"; Lo stato di certificazione del tuo dispositivo deve essere visualizzato in "certificazione dispositivo". Come sbloccare le Google Apps Come già accennato in precedenza, questa mossa ha lo scopo di scoraggiare le aziende dalla vendita di dispositivi Android non certificati da Google Play con app e servizi Google a bordo. Google non vuole punire gli utenti regolari impedendo loro di utilizzare le loro app, quindi è per questo che hanno aperto una pagina web in cui è possibile richiedere un'esenzione. La pagina web è destinata agli utenti di custom ROM , come ad esempio la LineageOS, da inserire nella whitelist in modo da poter continuare a utilizzare Gapps, ma può anche essere utilizzata dagli utenti di Amazon Fire o altri dispositivi. Trovate l'ID GSF del vostro dispositivo. C'è una semplice app sul Play Store chiamata 'Device ID', ma dal momento che ovviamente non potete accedere al Play Store trovate un mirror l'applicazione qui. Aprite l'app e copiate il codice nella seconda riga denominata "Google Service Framework (GSF)". Converti il codice che hai copiato da esadecimale in decimale usando questo strumento online. Andate a questa pagina web. Inserite il vostro ID dispositivo GSF decimale convertito nella casella "ID Android". Dopo aver toccato "Registra", l'ID registrato dovrebbe apparire sulla pagina. Questo dovrebbe consentire di utilizzare le app di Google Play, ma non possiamo offrire alcuna garanzia che funzioni per tutti i dispositivi . Se per qualsiasi motivo l'aggiunta del dispositivo alla whitelist non è d'aiuto, sfortunatamente dovrete vivere senza app Google. Ad alcune persone potrebbe non piacere la natura proprietaria delle app di Google. Ecco perché le Custom ROM come LineageOS sono così popolari. Potete accedere a un gruppo di app di terze parti che ti offrono le funzionalità di base di cui avete bisogno. Tuttavia, c'è una soluzione di compromesso chiamata microG. Richiede l'utilizzo di una Custom ROM , ma è il modo migliore per utilizzare app e servizi Google senza sacrificare la privacy o la durata della batteria. Un'altra alternativa al Play Store è l'uso di un'app come Galaxy, che è un fork di Material Design del popolare Yalp Store che scarica Google Play per le app. Fonte XDA
  7. mat117

    Project Treble: cosa è?

    Come tutti ben sapranno, uno dei maggiori problemi che affligge Android fin dalla nascita è quello della frammentazione, ovvero Google non riesce materialmente a controllare l'implementazione e la distribuzione degli aggiornamenti software, delegando il compito alle aziende produttrici dei dispositivi. Spesso, sia per poca convenienza che per strategie di marketing, le compagnie non provvedono ad aggiornare e supportare adeguatamente i prodotti, lasciandoli "indietro" dopo pochi mesi . Questo fatto, oltre a portare qualche malcontento ai clienti, provoca diverse problematiche a livello di sviluppo, ottimizzazione e sicurezza! Con l'avvento di Android Oreo, Google sembra aver preso seriamente in considerazione questo fatto lanciando appunto "Project Treble". Come funzionano attualmente gli aggiornamenti: Per capire al meglio in cosa Project Treble è rivoluzionario, occorre spiegare velocemente come funziona attualmente Android. Vi siete mai chiesti come mai una data applicazione funzioni, più o meno bene, su migliaia di device con processori, fotocamere, display... diversi? Ebbene ciò è possibile perchè il sistema operativo "comunica" con l'hardware a disposizione attraverso un "Hardware Abstraction Layer" o HAL, semplificando diciamo attraverso delle istruzioni universali. La parte che si occupa di gestire direttamente i vari componenti è il kernel Linux, che va ad interpretare le istruzioni dell'HAL e provvede all'esecuzione delle stesse sfruttando l'hardware a disposizione. Nelle versioni di android antecendenti Oreo, la separazione fra le 2 parti non è così marcata, vale a dire che le varie aziende spesso si trovano costrette a modificare grandi porzioni di codice per "customizzare" il sistema operativo sui propri prodotti. Non solo, molte volte occorre anche aspettare che i singoli produttori dei componenti hardware (cpu,fotocamere, sensori...) provvedano ad aggiornare i propri driver, aggiungendo il supporto per quel determinato aggiornamento e poi che Samsung,Sony... lo implementino. Tutto questo comporta una grossa perdita di tempo e denaro! Cosa cambia con project treble? Grazie a project treble gli sviluppatori potranno utilizzare direttamente un framework di android base già "preparato", con interfacce standard costruite dai produttori dei componenti hardware più importanti, come i SoC (System on a Chip, comunemente chiamati CPU) semplificando fortemente il lavoro di personalizzazione dell'aggiornamento. Quindi occorrerà sempre un determinato lasso di tempo dopo il rilascio di un nuovo update, ma questo dovrebbe essere decisamente ridotto! Quali dispositivi supportano project treble? Tutti i device che nascono con già android Oreo installato sono obbligatoriamente supportati, mentre per quelli aggiornati ad Oreo in un secondo momento, le aziende possono decidere se sfruttare Treble o meno. In questi mesi però alcuni appassionati hanno implementato con successo Treble anche su dispositivi non ufficialmente supportati dalla casa madre, come ad esempio il Redmi Note 4 di Xiaomi. Perchè Project treble è importante nel mondo del modding? Semplice, con project treble ora è più facile creare ed ottimizzare dei porting di determinate ROM, visto che il grosso del lavoro viene fatto a monte dalle varie aziende produttrici di hardware! Il risultato quindi sarà probabilmente molte più custom ROM ottimizzate in minor tempo. Un esempio? Pochi giorni fa è stato rilasciato un porting della LineageOS per Honor View 10 già perfettamente funzionante. Chi segue il mondo del modding da un po' sa bene quanto sia sempre stato difficile lavorare sui dispositivi Huawei! Conclusioni: Sicuramente si tratta di una presa di posizione molto importante da parte di google, ma ovviamente sta ancora alle aziende saper sfruttare questa nuova opportunità. Proprio a questo punto mi sorge un grosso dubbio: perchè mai un'azienda dovrebbe, anche se facilitata, aggiornare uno smartphone più a lungo piuttosto che spingere il cliente a comprarne uno nuovo? Questo forse sarà compensato da un comparto modding più sviluppato ed efficiente?
  8. Emanuele C

    Nubia N1: TWRP, root e Gapps

    Il giovane nubia N1 non potrà certo contare sulla stessa schiera di sviluppatori e appassionati di cui dispone il flagship Z11, ma anche questo modello di fascia media è riuscito ad attirare l'attenzione di alcuni developer. Il risultato, come potevamo aspettarci, è il rilascio della prima TWRP compatibile con il battery phone del brand cinese, che vede così aprirsi le porte del modding. In questa guida vi mostreremo dunque come installare la nota recovery custom e, per chi lo desideri, come ottenere attraverso la TWRP i permessi di root o eseguire il flash delle Gapps. IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding per Android. Lo staff di GizChina.it non si riterrà responsabile per eventuali danni al device.Prerequisiti Batteria carica almeno del 70%; pacchetto TWRP contenente la Recovery - [link momentaneamente rimosso, la Recovery ha causato brick ad alcuni utenti] ultimo pacchetto root - link; pacchetto Gapps (ARM64, 6.0, pico) Procedura Attivare le "opzioni sviluppatore" tappando 7 volte sul numero di build presente nelle informazioni del telefono; nelle opzioni sviluppatore attiviare il "Debug USB" e "OEM Unlock" (quest'ultima voce sugli ultimi firmware potrebbe non essere presente, in questi casi abilitare il solo Debug USB); (facoltativo) copiare i pacchetti SuperSU e Gapps nella scheda SD; scaricare il pacchetto della recovery TWRP e scompattarlo, al suo interno troveremo il file "autorun.exe"; avviare l'eseguibile per installare i driver; terminata l'installazione collegare lo smartphone acceso al computer ed avviare il file "FlashTWRP.bat" sempre presente nella cartella appena estratta ; premere "1" sulla tastiera seguito dal tasto "invio" per eseguire il flash della recovery (confermare la connessione ADB sul device); il telefono si riavvierà in automatico nella recovery TWRP; nel caso in cui la TWRP sia in cinese cambiare lingua seguendo le immagini sotto spoiler: (facoltativo) installare da TWRP lo zip del root (richiede un format data, tutti i dati personali verranno cancellati) o quello delle Gapps; riavviare il device. Fonte
  9. In questo nuovo tutorial andremo a vedere come abilitare il Google DayDream sul OnePlus 3/T avente come rom una qualsiasi versione della OxygenOS basata su Android 7 Nougat. Per chi non lo sapesse il Google DayDream è il progetto per la realtà virtuale realizzato da Google e presentato con Android 7.0 Nougat. OnePlus aveva dichiarato che non avrebbe supportato il Google DayDream in quanto ormai erano entrati in una fase dello sviluppo della rom nel quale aggiungere tale features sarebbe stato troppo complicato ed avrebbe provocato un ritardo nel rilascio dell'aggiornamento che in tanti stavano aspettando. Alcuni sviluppatori indipendenti hanno pero notato che tra i files di sistema della OxygenOS è presente il DayDream e pertanto si sono ingegnati per renderlo funzionate, un po come accaduto per il Google Assistant. Infatti, tramite la modifica di due stringhe XML, è possibile far riconoscere il OnePlus 3 come un device compatibile ed avere accesso in maniera completa a quello che attualmente è la migliore esperienza VR per Android. Purtroppo sarà necessario avere i permessi di root per eseguire tale procedura e, di conseguenza, anche il bootloader sbloccato. Dai test effettuati sembrerebbe che l'hack per far riconoscere il OnePlus 3/T come sistema supportato ufficialmente da Google per il proprio DayDream funzioni senza il minimo problema, salvo per i limiti imposti dal region lock, e che sia possibile effettuare i download delle applicazioni direttamente dalla sezione DayDream del PlayStore dopo il riavvio dello smartphone. IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo da utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding. Lo staff di GizChina.it non si riterrà responsabile per eventuali danni al dispositivo. PREREQUISITI Bootloader sbloccato e permessi di root; OxygenOS (beta dalla 9 in poi o stabile) basata su Android 7.0 Nougat; Root Browser (o un qualsiasi file manager con accesso root); un secondo smartphone con giroscopio da usare per eulare il controller usando questo APK. PROCEDIMENTO Avviamo Root Browser ed apriamo il file "handheld_core_hardware.xml" situato in "/system/etc/permissions/handheld_core_hardware.xml"; una volta aperto il file modifichiamolo aggiungendo subito dopo il tag <permission> queste due stringhe: <feature name="android.software.vr.mode" /> <feature name="android.hardware.vr.high_performance" /> Salviamo e riavviamo lo smartphone; al termine del riavvio entriamo nel PlayStore e scarichiamo la tastiera DayDream, i DayDream Services e il DayDream. In caso non apparissero bisognerà provvedere al download manuale da APKMirror. Fonte: Forum OnePlus
  10. In questo tutorial andremo a vedere come installare il nuovo dialer, rilasciato da Google per i Goolge Pixel, sulla maggior parte dei dispositivi Android dotati di Android Marshmallow o Lollipop. La procedura potrebbe non funzionare sulle rom personalizzate dal produttore. In questi casi, solo per dispositivi con Android Marshmallow, è possibile provare a flashare da recovery TWRP questo pacchetto contenente alcune librerie necessarie a forzarne il funzionamento prima di installare gli apk del dialer e della rubrica. IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo ad utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding per Android. Lo staff di GizBlog.it non si ritiene responsabile per eventuali danni al device. PREREQUISITI Smartphone con Android Marshmallow o Lollipop; Dialer Google Pixel; Rubrica Google Pixel. PROCEDIMENTO Scarichiamo i files .apk del dialer e della rubrica dallo smartphone; terminato il download, mediante il file manager del telefono, installiamoli; se venisse negata l'autorizzazione, dalle impostazioni abilitiamo la voce "origini sconosciute" e riproviamo; terminata l'installazione apriamo le impostazioni dello smartphone e concediamo tutti i permessi alle applicazioni del dialer e della rubrica appena installate; sempre dalle impostazioni settiamo come dialer predefinito il nuovo dialer di Google. Fonte: GizDev
  11. In questo nuovo tutorial andremo a vedere come sbloccare il bootloader, flashare la custom recovery TWRP ed abilitare i permessi di root sui nuovissimi Google Pixel mediante un comodo e semplice toolkit. Ricordiamo che lo sblocco del bootloader comporterà la perdita di tutti i dati presenti sul dispositivo pertanto consigliamo di effettuare un backup prima di procedere. IMPORTANTE: La procedura descritta in questa guida presenta operazioni complesse che, se eseguite in maniera scorretta, potrebbero danneggiare il vostro device. Si consiglia l’esecuzione solo ad utenti che abbiano maturato una buona esperienza in ambito modding per Android. Lo staff di GizBlog.it non si ritiene responsabile per eventuali danni al device. PREREQUISITI Driver Fastboot e ADB; Skipsoft Android Toolkit. PROCEDIMENTO Abilitate il "Debug USB" e "Enable Unlock OEM" dal "menu sviluppatori"; collegare il telefono al computer. Comparirà un messaggio di conferma per far comunicare il computer con il telefono. Confermate; scaricate ed avviate il toolkit; all'avvio ci troveremo davanti una schermata con un numero veramente grande di opzioni disponibili; premiamo il pulsante 1 per installare i driver del Google Pixel sul computer; terminata l'installazione premiamo il pulsante 8 per far partire lo sblocco del bootloader, l'ottenimento dei permessi di root e la recovery TWRP in maniera completamente automatica. l'operazione richiederà qualche minuto e poche operazioni di parte dell'utente; esplorando le altre voci del toolkit sarà possibile effettuare moltre altre operazioni interessanti come il backup della partizione EFS od il sideload di imagini .zip. Fonte: GizDev
  12. In questo nuovo tutorial andremo a vedere come installare sullo Xiaomi Mi 5 e Mi Max il pacchetto completo delle applicazioni Google, con relative librerie e file di sistema, in pochi e semplicissimi passaggi. PREREQUISITI Computer; installer Google Apps. PROCEDIMENTO Attivate, da "developer options", la voce "Debug USB"; aprite l'app "Security" e andate in "Permission"; in alto è presente l'icona di un ingranaggio: cliccatela per aprire le impostazioni; spuntate la voce "Install via USB"; collegate lo smartphone al computer; scompattate il pacchetto delle Gapps scaricato in precedenza ed avviate il file "Google Apps.exe"; premete "Invio" per far partire l'installazione. Fonte: FORUM MIUI
  13. Alessio Croce

    RemixOS: Installare le Google Apps

    In questo tutorial andremo a vedere come installare le Google Apps (o gapps) in modo facile e veloce su tutti i dispositivi aventi RemixOS. PREREQUISITI GSMInstaller. PROCEDIMENTO Da "Settings" e "security" attivate la voce "Unknow Source"; ora scaricate ed installate il "GSMInstaller"; terminata l'installazione avviatelo e premete su "One click to Install Google Services"; inizierà il download e l'installazione delle Google Apps; terminata la procedura dal menu delle app troverete il "Playstore"; avviatelo ed impostate il vostro account Google. Fonte: HITRICKS.COM
  14. In questo nuovo tutorial andremo a vedere come abilitare il tasto "Home" nell'interfaccia dell'app di Google Chrome. PREREQUISITI Mod per Google Chrome; Custom recovery presente sul proprio terminale; PROCEDIMENTO Copiare La mod per Google Chrome sulla memoria del telefono; riavviare lo smartphone in "recovery"; tramite la funzione "Install" selezionare il file appena copiato e procedere all'installazione; riavviare il telefono. Ora potete attivare la mod andando nelle "impostazioni" di Chrome. La procedura descritta potrebbe non funzionare su tutti i modelli o causare softbrick. GizChina.it non si ritiene responsabile per eventuali danni al dispositivo. Fonte: GIZDEV
  15. Alessio Croce

    Come accedere a Google Allo

    In questo nuovo tutorial andremo a vedere come poter bypassare la schermata di attivazione di Allo permettendoci di accedere a tutte le nuove funzionalità dell applicazione, il tutto grazie al duro lavoro di un utente te di XDA. Purtroppo, non essendoci comunicazione con i server di Google, non si avrà modo di mandare messaggi rendendo di fatto l applicazione inutile ma permettendoci di avere un idea di cosa ci riserverà. PREREQUISITI Telefono con permessi di Root, Xposed e processore con architettura a 64bit; Titanium Backup; Modulo Xposed; File di backup Titanium. PROCEDIMENTO Installate il modulo Xposed scaricandolo la dil proposto in precedenza ed installarlo; attivate il modulo e riavviate il telefono; scaricate ed installate Titanium Backup e ripristinate l applicazione aprendo il file di backup. Fonte: XDA
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